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Conferenza Zoom: Domande & Risposte

1.Dal Presidente dei commercianti del Mendrisiotto  Carlo Coen  per Christian Vitta

Queste misure di distanziamento sociale, col tempo, diventeranno la
normalità? E soprattutto come potrà evolversi il commercio locale, in
corrispondenza a queste norme? Le piccole attività cittadine sono importanti per la città anche per la sua anima sociale, di aggregazione delle persone.
Come possiamo riuscire contemporaneamente ad evolverci come attività
commerciale e a mantenere quest’anima sociale?

Risposta:

Le misure di distanziamento sociale sono stabilite a livello federale, non
mi è quindi possibile esprimermi sulla loro durata e se le stesse
diventeranno la normalità. Per quanto concerne i commerci sempre di più gli stessi dovranno organizzarsi per avere accanto al tradizionale canale di
vendita legato al negozio anche nuove e diversificati canali commerciali
come ad esempio le piattaforme e-commerce. In questo ambito il Cantone sta sviluppando delle riflessioni per farsi promotore di una piattaforma a
livello cantonale.

2.Dal Presidente del Circolo Cultura Insieme -Flavio Cometta per Christian Vitta

a.      domanda generale: premesso che la Svizzera ha reagito bene
all’emergenza COVID-19, com’è potuto capitare che si sia trovata
impreparata, ad esempio, nella fornitura delle mascherine e dei prodotti
farmaceutici base? È pensabile che questi beni, considerati “beni sistemici”
ritornino a essere prodotti in Svizzera o in alternativa averli in
deposito/stoccaggio, come capita con gli idrocarburi? La pandemia ci ha
fatto comprendere che purtroppo dipendiamo in modo eccessivo da paesi terzi (spesso la Cina): si sta pensando come ovviare a questa dipendenza?

Risposta:

Anche questa domanda tocca l’ambito federale e il settore della sanità. Non
posso quindi esprimermi in merito, se non per indicare che in queste
settimane stiamo assistendo alla nascita di alcune iniziative private volte
ad assicurare delle produzioni all’interno della Svizzera, penso ad esempio
alla produzione di mascherine.
b.      domanda riguardante la cultura: considerato l’importante sforzo
finanziario federale e cantonale a favore dell’economia – più che
giustificato ed efficace nell’esito – in che modo si è pensato anche
all’aiuto alle associazioni culturali, che svolgono una funzione
significativa in Ticino?

Per il settore della cultura è stato sviluppato uno specifico programma di
sostegno che vede coinvolti contemporaneamente Confederazione e Cantoni. Per maggiori dettagli sulle modalità per richiedere questi aiuti occorre rivolgersi al DECS.

3. Dal presidente dell’associazione ticinese  artigiani artisti Franziska Brenni Zoppi per  Christian Vitta

Dopo le crisi economiche e sociali, l’artigianato è stato uno dei settori
che ha permesso, con il suo ingenio, di tamponare gravi stati di difficoltà
per la popolazione grazie al legame con il      territorio, all’innovazione
sociale e produttiva. Per secoli fiore all’occhiello del cantone e famoso
nel mondo grazie alle maestranze che da qui partivano, oggi questo settore
rappresenta una nicchia appartata e ma ricca di risorse, idee e forze
propositive in cerca di nuovi spazi all’interno del mondo economico,
lavorativo e creativo del cantone. Il cantone, oltre agli interventi per lo
sviluppo tecnologico, come intende operare, in collaborazione con le
associazioni di categoria, per incrementare lo sviluppo di questo settore e
renderlo stabile, propositivo ed un interessante settore per i giovani in
cerca di un lavoro per il futuro.

Risposta:

Oltre che agli strumenti di sostegno all’innovazione che possono riguardare
anche l’ambito artigianale, vi è un lavoro legato all’orientamento
professionale e alla formazione che potrà rispondere alle necessità di
sviluppo di questo settore. Accanto a queste misure occorrerà favorire una
valorizzazione dei prodotti di qualità, che in alcuni casi sono pure di
nicchia. Questo sfruttando anche le nuove possibilità di contatto fra
produttore e consumatore. Inoltre, attraverso la politica economica
regionale è possibile sostenere dei progetti qualificanti e che riguardano
anche questo settore.

4. Dal Presidente del Unione Cattolica Industriali Ticinesi  Stefano
Devecchi per Christian Vitta

La Pandemia ha inevitabilmente obbligato tutti ad uno stop forzato di
almeno due mesi avendo così messo in luce non solo le nostre fragilità umane ma anche un sistema di produzione orientato alla realizzazione di un profitto immediato. In base agli insegnamenti che abbiamo fatto nostri e ai fondamentali della vita che si sono ripresentati a noi, pensate che un nuovo paradigma di produzione e consumo possa approdare definitivamente accelerando sempre più il farsi strada di un mercato che fondi le sue basi sulla condivisione di un’economia più civile e attenta all’ecologia?

Risposta:

La crisi che abbiamo vissuto ha accelerato alcune riforme e cambiamenti che erano in atto. Ha evidenziato anche la fragilità del nostro sistema. Ritengo quindi che determinati sviluppi che si stavano registrando subiranno un’accelerazione: ad esempio lo sviluppo del telelavoro, lo sviluppo sostenibile e la riscoperta delle particolarità locali in un contesto sempre più globalizzato.

5. Dal Presidente dell’ASSOCIAZIONE CULTURALE Cina Ticino Alfonso Tuor per Christian Vitta

Dall’emergenza sanitaria stiamo rapidamente passando all’emergenza
economica. Le misure della Confederazione e degli altri Paesi europei hanno finora teso a mitigare i danni dell’epidemia di coronavirus, ora sono
necessarie nuove misure per rilanciare la crescita. Questi nuovi interventi
devono essere solo mirati a riportare l’attività ai livelli dell’anno scorso
oppure devono porsi anche l’obiettivo di raggiungere un’economia economica sostenibile? e se sì in che modo?

Risposta:

A mio giudizio, dopo la fase d’intervento legata all’urgenza l’attenzione
deve essere posta su misure di sostegno che comportano anche delle riforme strutturali. In effetti, occorre prendere spunto da questa fase di rilancio per attuare le riforme strutturali che si rendono necessarie. In questo contesto, anche lo sviluppo economico dovrà tenere conto delle tendenze in atto. Questa crisi ha messo in evidenza che il nostro sistema globale e molto avanzato è comunque fragile. In effetti, una crisi che parte da una regione può diventare rapidamente mondiale a causa dell’effetto sistemico.
Quanto successo renderà i paesi più attenti a temi quali l’interdipendenza e
la capacità di far fronte con risorse interne a crisi acute. Questo
cambierà, in parte, anche la strategia di sviluppo dei Paesi.

6. Dal Presidente dell’associazione UPF  Giuseppe Termine per Christian Vitta

Tutti sanno che il sistema sanitario ticinese dipende fortemente dai
lavoratori sanitari frontalieri. In questa situazione d’emergenza c’è da
chiedersi se l’Italia avesse precettato i suoi cittadini che lavorano nel
settore sanitario ticinese cosa sarebbe successo? Domanda: come il Cantone intende muoversi per promuovere la professione infermieristica – sanitaria tra i giovani residenti?

Risposta:

Questa crisi ha evidenziato un punto di vulnerabilità del nostro sistema
sanitario, legato alla dipendenza dal personale estero. Delle riflessioni
sono in atto e riguarderanno anche il livello federale per quanto riguarda
l’ambito formativo e le condizioni quadro legate alle professioni sanitarie.

7.Dal Presidente dell’associazione Svizzera Israele e presidente FATI Adrian Weiss  a Prof Cerny

              A. La pandemia ha trovato il sistema sanitario non preparato
sia dal punto di vista delle strutture, sia dal punto di vista della
conoscenza della malattia in termini di sintomi e complicanze e   direi
anche nel modo di trattare i pazienti conteggiati . Abbiamo imparato
probabilmente anche a costo di vitte umane. Non sarebbe giusto adesso di
organizzare al più presto una commissione medica con specialisti in domani diversi per trare le conclusioni, definire protocolli di trattamento , linee guida  per le case anziani e che potrà agire nello stesso tempo come un “advisory board ” per il medico cantonale ?

           B. Sappiamo che per l’AIDS non abbiamo un vaccino. Caso mai non se riuscirà a sviluppare il vaccino giusto per il COVID come secondo lei si potrà convivere con il corona virus ?

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